venerdì 6 settembre 2013

[Libri] Lo Hobbit

 

Salve, cari lettori, e benvenuti in questo mio nuovo post!
Prima di iniziare vorrei ringraziare tutti per le numerosissime visualizzazioni di ieri, mi avete resa davvero felice; per non parlare della gioia nel trovare due nuovi iscritti come lettori fissi del blog! Se volete rimanere sempre aggiornati sui post, vi consiglio l'iscrizione alla pagina di facebook: è appena nata e conta solo poche persone e pochi post, ma credo sia il luogo migliore in cui scambiare due chiacchiere e in cui mantenere il contatto fra blogger (passatemi il termine, anche se io non mi sento tale!) e lettori! Detto questo, oggi è venerdì e questo significa che è il momento di fare una recensione di un libro! Oggi vorrei parlarvi di un libro che sicuramente i più avranno letto già da anni, se non da decenni, ma a cui io mi sono avvicinata solo questo Natale e che ho finito di leggere parecchi mesi fa senza però riuscire mai a scrivere una recensione che lo riguardasse; sto parlando de "Lo Hobbit", il celebre romanzo scritto da J.R.R. Tolkien e pubblicato per la prima volta nel 1937. Senza farvi perdere altro tempo con le mie chiacchiere...parliamone!

La trama: Bilbo è un hobbit, ovvero una creatura dai piedi pelosi che vive in un buco sotto una collina. Ma non un buco angusto e mal tenuto, no: un buco con ogni confort, con una grande dispensa colma di ogni cibaria. La sua è una vita tranquilla, nessun hobbit sano di mente ambirebbe a lasciare il proprio buco per andare in cerca di avventura; eppure tutto cambia dopo la visita di Gandalf, un famoso stregone, e la sua proposta di prender parte ad un'avventura, prontamente rifiutata con garbo dal signor Bilbo. Quando però, il giorno seguente, si presentano alla sua porta Thorin Scudodiquercia e i suoi dodici compagni d'avventura, lo hobbit si ritrova improvvisamente coinvolto in qualcosa di molto più grande di lui. Nel corso di questo viaggio inaspettato fra terre e popoli conosciuti solo nelle leggende, il piccolo hobbit avrà non pochi problemi nel dimostrare il proprio valore alla combriccola di nani che lo ha assunto come scassinatore.

Commenti vari&eventuali: prima di iniziare a parlare di questo libro vorrei premettere che per me è davvero faticoso riuscire ad approcciarmi in maniera oggettiva a quest'opera, essendo io una grandissima fan delle opere di Tolkien. In un certo senso provo una certa soggezione nel parlarne, non sentendomi adeguata ad esprimere un giudizio su un libro di questo calibro; però voglio provare, perché è una sfida con me stessa e io non mi tiro mai indietro alle sfide.
"Lo Hobbit" è, essenzialmente, una favola, che narra di un piccolo uomo (Bilbo, emblema dell'uomo medio, che si accontenta di ciò che ha) e di come un viaggio, un'avventura, gli permetterò di scoprire il coraggio e il valore che sono in lui; in un certo senso lo definirei un romanzo di formazione, seppur in senso lato: nel corso del romanzo, infatti, il personaggio di Bilbo subirà una crescita interiore straordinaria, seppur alcuni elementi chiave del suo essere rimarranno sempre invariati, come il suo continuo desiderio di tornare al suo buco nella terra. L'evoluzione del piccolo Hobbit è graduale ma percorre tutto il romanzo, eppure al tempo stesso questa evoluzione non stravolge completamente il protagonista, bensì lo arricchisce, aumentandone le sfaccettature ma conservando sempre le sue peculiarità; evoluzione e crescita che invece non troviamo in Thorin Scudodiquercia e nei suoi dodici compagni d'avventura, a mio avviso, dove a prevalere è invece una degenerazione dei personaggi. I nani, non convinti del valore di Bilbo, nel corso dell'opera risulteranno più e più volte compagni poco meritevoli di fiducia, subito pronti a dar la colpa al povero hobbit per un fallimento, o a rimangiarsi la parola sull'accordo che li lega a Bilbo; lo stesso tentativo di mediazione operato dallo hobbit nei confronti degli uomini e degli elfi, pronti a dar battaglia al gruppo per la riconquista della montagna, o quantomeno per il risarcimento dei danni procurati da Smaug, non provocherà che sdegno nel re sotto la montagna e solo il nemico comune gli farà comprendere la necessità di avere degli alleati dalla propria parte. Eppure Bilbo non è il protagonista perfetto, senza macchia e senza paura, che ci si può aspettare in una storia del genere, no. La sua abilità sta nella parola, che riesce ad utilizzare per raggirare chiunque abbia davanti a sé, un'abilità, la sua, che sopperisce notevolmente alla mancanza di prestanza del fisico dello hobbit, appesantito da anni e anni di placide mangiate nel suo buco; un esempio di questa sua abilità è il passo in cui Bilbo si trova a fare una gara di indovinelli con Gollum, una strana creatura che ha perso il suo tesoro. Un eroe leale si sarebbe battuto fino alla fine con indovinelli risolvibili per logica, mentre Bilbo domanda improvvisamente cos'abbia lui nella tasca del suo panciotto. Una domanda sleale, che getta Gollum nel panico e che consente allo hobbit di vincere e di scappare, indossando per la prima volta quell'anello rinvenuto nel fango che tanto sarà importante nel seguito del romanzo; anche la sua decisione di tenere per sé l'anello e i suoi straordinari poteri, o la decisione di indossarlo sempre più spesso per sfuggire a situazioni di pericolo, contribuiscono a gettare delle ombre sul personaggio. Tuttavia, credo che siano proprio le sfaccettature del protagonista a renderlo più vero, in un certo senso più umano: a farlo, per citare le ultime parole che Gandalf gli rivolge, una piccola creatura in un mondo troppo vasto. E questa definizione non comprende, forse, anche tutti noi?
Lo stile dell'opera è piuttosto scorrevole e la trama si svolge abbastanza rapidamente, anche se a volte inframezzare la prosa con i testi dei canti può rallentare un poco la narrazione; al contrario de "Il signore degli anelli", che ha uno stile che definirei più epico, questo ha un linguaggio più semplice, adatto ad una fiaba. Un particolare del libro è che i dialoghi sono svolti principalmente da Gandalf, Thorin e Bilbo. Il resto dei nani che formano la compagnia sono spesso personaggi muti, che si limitano a concordare con questo o con quel discorso senza tuttavia esprimere la propria opinione; nel corso di tutto il romanzo, infatti, saranno ben pochi gli interventi vocali del gruppo di nani, che quindi si configura come una massa apparentemente indistinta al seguito dei protagonisti principali. Ciò che ho trovato molto affascinante è la naturalezza con cui Tolkien ha collegato le sue opere: bastano piccoli tocchi, dettagli quasi insignificanti, eppure dietro ad ogni nome, o oggetto, spesso c'è un rimando ad altre opere. E così l'anello sottratto da Bilbo a Gollum diventerà il tema centrale de "Il signore degli anelli", mentre le antiche spade elfiche di Gondulin riporteranno la memoria dei lettori più accaniti di Tolkien alle gesta narrate nel "Silmarillion", l'opera mitologica che racchiude tutte le leggende dell'universo ideato dallo scrittore. In conclusione, "Lo Hobbit" è un romanzo che si presta a molte interpretazioni, a seconda della chiave in cui si leggono e interpretano gli eventi in esso narrati; non è una semplice fiaba, ma un'istantanea del mondo, con i suoi peccati e le sue virtù: Bilbo, come già detto, rappresenta l'uomo medio, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, Smaug per me è l'incarnazione suprema della gelosia (un essere pronto a uccidere chiunque pur di possedere ciò che gli altri possiedono) mentre i nani (Thorin in particolar modo) sono gli avari per eccellenza.

Note: ammetto di essermi lasciata trascinare nello scrivere la recensione, permettendo all'entusiasmo che questo libro mi ha suscitato di guidarmi. Spero di avervi trasmesso il mio entusiasmo per quest'opera, e seppur sia forse una delle ultime persone al mondo ad averla letta, sono felice di averlo potuto fare a quest'età, perché sono convinta che con qualche anno in meno non l'avrei apprezzata come ora; allo stesso modo sono convinta che rileggendola fra qualche anno, susciterà in me nuove emozioni e nuove riflessioni. Questo è, secondo me, la bellezza delle opere di Tolkien: non importa chi sia il lettore, quale sia la sua età o il modo in cui si approccia ai suoi capolavori, a ciascuno riescono a trasmettere qualcosa di unico.

giovedì 5 settembre 2013

What's next...? #2

L'avevo annunciato sulla pagina di Facebook (se tu che leggi non sei ancora iscritto, clicca sul pulsantino Mi piace nel box che trovi sulla destra, tanto il post non scappa, a te non costa nulla, e mi rendi una persona felice...fatto? :P) che le sorprese di oggi non sarebbero finite, e quindi eccomi di nuovo qui a scrivere e, spero, a tenervi compagnia per qualche minuto di questo giovedì di settembre. Come procede la vostra giornata? Io sto ripassando nuovamente per l'esame di lunedì, perché sì: sarò una delle non so quante-mila persone che lunedì tenteranno l'ingresso alla facoltà di medicina. Incrocio le dita, anche se le cifre dei partecipanti mi hanno abbastanza spaventata!
Oggi è giovedì, e come ogni giovedì è il momento del What's next...?, la mia rubrica in cui vi informo su cosa leggerò o vedrò prossimamente, appena i miei impegni universitari mi lasceranno un attimo di tregua; questa settimana, vi lascio un piccolo sneak peek su un film che devo assolutamente andare a vedere prima che esca dalle sale cinematografiche! Di che si tratta? Di Elysium, il nuovo film di fantascienza con protagonisti Matt Damon e Jodie Foster! Qui sotto trovate la sinossi ufficiale della pellicola...

La trama
Nell’anno 2154, esistono due classi di essere umani: i benestanti, che vivono su una incontaminata stazione spaziale costruita dall’uomo e chiamata Elysium, e il resto della popolazione, che vive in un sovrappopolato e disastrato pianeta Terra. Le persone sulla Terra sono disperate e vorrebbero fuggire dal crimine e dalla povertà dilaganti. Inoltre, hanno un drammatico bisogno di cure mediche disponibili soltanto su Elysium. Purtroppo, su Elysium le legge anti-immigrazioni e le forze in atto per preservare il lussuoso stile di vita dei propri cittadini sono ferree. L’unica persona che ha qualche possibilità di portare equilibrio tra questi due mondi è Max (Matt Damon), un uomo ordinario con un disperato bisogno di entrare a Elysium. Con la vita appesa ad un filo, Max dovrà suo malgrado affrontare una missione pericolosissima che lo vedrà ostacolare il Segretario di Elysium Delacourt (Jodie Foster) e le sue forze armate. Eppure, se Max riuscirà a trovare un varco, potrebbe non soltanto salvare la propria vita ma anche quella di milioni di abitanti del pianeta Terra.

Mi è bastato vedere il trailer una sola volta per capire che sarei dovuta andare a vedere questo film, perché ha tutte le caratteristiche che mi piacciono in un film: è di fantascienza, c'è azione e, non per ultimo, il cast sembra davvero buono. Nelle sale italiane è uscito il 29 agosto, se non sbaglio, e spero che non venga tolto almeno per un'altra settimana perché temo di non potermi liberare prima! Qualcuno di voi lettori è già riuscito a vederlo? Vi è piaciuto? Sono curiosa di sentire qualche impressione su questa pellicola!
Come sempre vi auguro una buona giornata e vi lascio con il trailer del film, sperando come sempre che vi sia piaciuto passare qualche minutino in mia compagnia.

[Telefilm] Terra Nova

Buongiorno, miei cari lettori, e benvenuti in questo nuovo post!
Scusate il ritardo con cui pubblico la recensione ma ieri è stata una giornata molto impegnativa, fra il test a professioni sanitarie (incrociamo le dita, sperando che sia andato tutto bene) e la palestra da cui sono reduce; ho provato a buttar giù qualche riga ieri sera, ma facevo un errore di battitura ogni tre parole e la composizione delle frasi mi risultava difficoltosa. Tutta colpa del cervello che, poverino, si era spento definitivamente! Comunque, visto che sono già in ritardo di un giorno, direi di passare direttamente all'argomento del post di oggi. La serie tv di cui ieri avrei voluto parlarvi si intitola "Terra Nova" ed è una serie americana di fantascienza prodotta da Steven Spielberg. Senza ulteriori indugi, parliamone!

La trama: anno 2149. La vita sulla Terra rischia ormai l'estinzione a causa del sovrappopolamento e dell'inquinamento; nel corso di un esperimento nucleare, alcuni scienziati scoprono una frattura spazio-temporale che conduce sulla Terra, 85 milioni di anni prima. La famiglia Shannon (Jim, sua moglie Elisabeth e i tre figli Josh, Maddy e Zoe) riesce a raggiungere Terra Nova con il cosiddetto decimo pellegrinaggio, solo dopo aver fatto evadere il capofamiglia, Jim, tenuto prigioniero in quanto ha reagito alla polizia demografica: la famiglia Shannon ha infatti contravvenuto alla legge sul controllo della popolazione, mettendo al mondo una terza figlia. Terra Nova appare come un paradiso incontaminato, popolato da dinosauri e da specie estinte sulla Terra, e la vita nel villaggio viene regolata da regole a cui ciascuno deve attenersi: ogni abitante ha un compito che deve svolgere per il bene della comunità, mentre i ragazzi hanno l'obbligo di frequentare la scuola. Eppure ben presto la famiglia Shannon si renderà conto che anche quel paradiso nasconde delle ombre che minacciano di sconvolgere la pacifica vita del villaggio.

Commenti vari&eventuali: partiamo da un principio fondamentale: per me Steven Spielberg equivale a capolavoro. Una specie di re Mida fattosi regista, sceneggiatore e produttore, qualsiasi cosa lui tocchi si trasforma automaticamente in oro ai miei occhi. Sono una sua grandissima fan, e qualsiasi film porti il suo nome per me è sinonimo di garanzia; mi sono quindi avvicinata a questa serie con la consapevolezza che sarebbe stata un altro magnifico lavoro di quest'uomo e non sono rimasta delusa neanche stavolta. Descrivere le caratteristiche che mi hanno fatto amare questa serie tv non è semplice dal momento che non è il singolo dettaglio a far la differenza, quanto piuttosto l'unione di questi! Ad esempio: la trama di per sé non avrebbe nulla di straordinario, con il solito inizio futuristico, eppure l'idea che la soluzione non sia il trasferimento su un altro pianeta ma, piuttosto, un viaggio indietro nel tempo, per me è già innovativo. La scelta dell'illuminazione e dei colori dei due mondi (la Terra e Terra Nova) è affascinante anche per una che, di regia, non ne capisce: si passa dal grigiore della Terra ormai soffocata dall'inquinamento, dai colori cupi che accompagnano ogni scena, ad una luminosità quasi fastidiosa, inizialmente, appena si arriva su Terra Nova assieme ai protagonisti: i colori prendono pieno possesso dello schermo, fra il verde della natura e il rosso della terra. La recitazione degli attori l'ho trovata molto naturale, e anche le reazioni umane (spesso fin troppo bistrattate nei film e nei telefilm) mi sono sembrate molto adeguate alle situazioni, il che porta la serie a guadagnarsi un altro punto a suo favore; i personaggi di questo telefilm sono così approfonditi, così studiati, che stranamente non sono riuscita a trovarne neanche uno antipatico (e io sono una che riesce sempre a trovare qualcosa che non vada nel cast), anzi mi sono affezionata a gran parte di loro, buoni o cattivi che fossero. Ammetto di non aver completamente compreso la scelta di utilizzare razze fittizie di dinosauri piuttosto che quelle reali, anche perché gran parte di questi bestioni preistorici si rifanno comunque a razze realmente esistite sulla Terra; l'unica spiegazione che mi sono data è che essendo Terra Nova in una dimensione parallela a quella terrestre (non, quindi, nello stesso continuum spazio-temporale) le specie si siano evolute in maniera differente, pur conservando peculiarità riconducibili a quelle della Terra. Lo so, sono domande un po' da nerd, ma che devo farci? Tornando alla serie in sé, sono riuscita a trovarle un unico neo: il finale! Bellissimo l'ultimo episodio, pieno di colpi di scena e di azione, ma è un finale aperto che richiedeva un'altra stagione, cosa che, purtroppo, non è successa. Morale della favola? Non saprò mai come andrà a finire la storia di Terra Nova, e questa è una delle cose che più odio dei telefilm che vengono interrotti. Comunque, in conclusione si può dire che "Terra Nova" riesce a dipingere in maniera vivida e realistica un mondo incontaminato, una sorta di giardino dell'Eden versione preistorica; credo che potrebbe essere paragonata ad una lettura moderna del mito del giardino dell'Eden, senza incorrere in strane blasfemie. Come anche la storia dell'Eden ci insegna, però, il male si annida ovunque, e Terra Nova non fa eccezione.

Note: la prima stagione della serie tv si compone di 13 episodi della durata di 45 minuti ciascuno. Fa eccezione il primo episodio, lungo il doppio. È andata in onda a partire dal 4 ottobre 2011 su Fox, in contemporanea in Italia e negli Stati Uniti; purtroppo, la stessa Fox ha annunciato nel 2012 di non aver intenzione di rinnovare lo show per una seconda stagione. Penso si sia capito che ho adorato questa serie fin dal primo episodio, mi è davvero dispiaciuto che non l'abbiano fatta proseguire, soprattutto con un finale come quello della prima stagione.

martedì 3 settembre 2013

Chi ben comincia #1

Buongiorno lettori!
Ieri ho ripreso a fare palestra, finalmente! Non vedevo davvero l'ora di tornare in sala per sudare fuori tutto ciò che ho inevitabilmente accumulato nel corso dell'estate; rivedere le mie compagne di corso è stato bellissimo, e nonostante oggi non riesca praticamente a muovermi sono strafelice di aver ricominciato a fare sport: strano ma vero, era una delle cose che più mi mancava e per le quali non vedevo l'ora che fosse settembre. Oggi inauguro una nuova rubrica, che credo tutti voi conosciate già: si tratta della rubrica chiamata "Chi ben comincia", ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Se non la conoscete, fate un salto sul suo meraviglioso spazio, vi assicuro che vi piacerà! Ringraziando nuovamente Alessia, che mi ha permesso di adottare questa splendida rubrica, passo ad elencarvi le poche, semplici regole (prese direttamente dal blog di Alessia, così da non sbagliare) da seguire!

Le poche regole della rubrica:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti
 
Scegliere il libro con cui inaugurare questa rubrica non è stato semplice, per me: mi sembrava di fare un torno agli altri, prendendone uno piuttosto che un altro! Ci ho messo più del previsto, e siccome le cose andavano per le lunghe ho lasciato scegliere alla sorte: ho chiuso gli occhi, girato un po' e poi ho puntato il dito verso la prima direzione della libreria che mi veniva in mente. Volete sapere cosa è uscito?
Espiazione di Ian McEwan
Capitolo primo

Lo spettacolo per il quale Briony aveva ideato locandine, programmi e biglietti, costruito il botteghino con un paravento sbilenco e foderato di carta rossa la cassetta dei soldi, era opera sua, frutto di due giornate di una creatività tanto burrascosa da farle saltare una colazione e un pranzo. Quando ebbe concluso i preparativi, non le restò altro da fare che contemplarne la stesura definitiva e aspettare di veder comparire i suoi cugini dal lontano nord. Ci sarebbe stato un solo giorno di tempo per le prove, prima dell'arrivo di suo fratello. A tratti pungente, spesso disperatamente triste, il dramma narrava una storia di cuore il cui messaggio, racchiuso nel prologo in rima, era che un amore non costruito su fondamenta di grande buonsenso ha il destino segnato. La sconsiderata passione dell'eroina per un malvagio conte straniero naufraga nella sventura allorché la protagonista, Arabella, contrae il colera durante una corsa precipitosa verso una cittadina di mare in compagnia del suo promesso. Abbandonata da lui come da quasi tutti gli altri, costretta a letto in una soffitta, la protagonista scopre in se stessa la forza dell'ironia.
***
Ed ecco qui le prime venti righe del libro, che effettivamente della trama fanno comprendere ben poco ma che a mio avviso la dicono lunga sul carattere della protagonista, sulla sua personalità. Rileggendolo a distanza di anni con la consapevolezza di come procede la storia, direi che questo incipit ha quasi un che di profetico; personalmente ho adorato questo libro, come ho adorato il film che vi hanno tratto. 
 
Voi che ne pensate? Avete letto questo libro? Mi piacerebbe sapere le vostre opinioni a riguardo, per capire se sono solo io ad essere affascinata da questo capolavoro di Ian McEwan o se c'è qualcuno che lo adora come me.

lunedì 2 settembre 2013

[Film] Oblivion


Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana!
Anche se ancora non me ne capacito, settembre è ormai arrivato, e con lui tornano tutte le preoccupazioni della vita quotidiana, quelle che d'estate sembrano svanire, o quantomeno alleggerirsi. Però una cosa buona c'è: posso finalmente usare la mia nuova agenda! So che magari sembra una cosa priva di senso, ma mi piace così tanto che non vedevo l'ora di poterla mettere in uso! In effetti non sono mai riuscita a tenere un'agenda con regolarità, ma quest'anno sono sicura che le cose andranno diverse, sempre che tutti i progetti che ho in mente vadano a buon fine. Comunque, il film di cui voglio parlarvi oggi è "Oblivion", una pellicola del 2013 scritta e diretta da Joseph Kosinski (già registra di "Tron: Legacy" nel 2010). Visto che ho chiacchierato già abbastanza, vi lascio alla recensione e, come sempre...parliamone!

La trama: anno 2077. La Terra, dopo l'invasione degli Scavengers e la seguente guerra nucleare, è stata abbandonata per le troppe radiazioni e per le catastrofi causate dalla distruzione della Luna; i pochi sopravvissuti si sono diretti su Titano, nuova patria dell'umanità, colonizzata in diverse ondate. Tet, una base spaziale in orbita attorno alla Terra, ospita l'ultima ondata di coloni e attende che le idrotrivelle risucchino abbastanza acqua dagli oceani del pianeta. A supervisionare i lavori vi sono Jack Harper (Tom Cruise) e Victoria Olsen, due tecnici che si occupano di comunicare a Sally, stanziata su Tet, l'andamento dei lavori; Jack, in particolare, si occupa della riparazione dei droni, sofisticati robot volanti programmati per sterminare eventuali Scavengers sopravvissuti e per proteggere le idrotrivelle. La tranquilla vita dei due tecnici verrà sconvolta dal ritrovamento di un'astronave e della sua unica superstite, la cui storia sembra incrociarsi con quella dello stesso Jack.

Commenti vari&eventuali: la trama di questo film è molto contorta, seppur a mio avviso ben fatta. Si rischia sempre di perdersi qualche dettaglio, ma devo dire che il film in generale è strutturato in maniera lineare, seppur narri una storia complessa, il che di certo aiuta; resta il fatto che è un film che va seguito se non si vuole rischiare di porre la classica domanda del "E quello come ci è finito così?". Molto buona la scelta del cast, personalmente adoro vedere Tom Cruise in questi ruoli d'azione, per non parlare del mitico Morgan Freeman che anche qui dimostra di essere un grande attore seppur il suo ruolo prenda piede solamente nella seconda parte del film, quella che per evitarvi spoiler sulla trama non ho scritto. Gli scenari in cui la trama si svolge sono molto suggestivi, partendo dalle città di cui la natura ha ripreso possesso, passando per gli interni dall'aspetto futuristico e asettico; persino i vestiti sono ben ideati, per non parlare dei droni e del velivolo con cui il protagonista sorvola il mondo nei suoi giri di pattuglia. Unico neo: il finale. So che probabilmente sono io ad essere strana, ma credo che la trama si perda completamente nel finale; voler a tutti i costi dare un lieto fine a questa storia l'ho trovato forzato, avrei preferito di gran lunga che la pellicola si interrompesse prima dell'ultima scena vicino alla casetta in cui il protagonista tiene i suoi cimeli del mondo pre-apocalisse. Mi avrebbe coinvolta di più e mi sarebe sembrata una storia più reale, per quanto possa esserlo la trama di un film di fantascienza, ovviamente. Quello che posso dire è che è un buon film d'azione, con abbastanza scene adrenaliniche, unito a buoni effetti speciali e ad un pizzico di romanticismo che, sul finale, prende fin troppo piede: questo però è solo il mio giudizio! 

Note: il film è uscito l'11 aprile del 2013 e ha una durata di 135 minuti. Ho pensato di recensirlo perché ho visto in tv che uscirà il dvd a breve, o è già uscito, e quindi ho pensato potesse essere utile avere giusto un parere riguardo a questa pellicola. Per concludere, io credo che sia un buon film, anche se la prima parte l'ho trovata un pochino lenta ingrana bene appena si entra nel vivo dell'azione ed è anche abbastanza spettacolare; a chi piace il lieto fine sempre e comunque, non ne rimarrà deluso. So che può suonare come uno spoiler ma non potevo fare una recensione senza dirvelo! Dunque vi lascio al trailer, nel caso in cui interessasse a qualcuno, e al tazzometro. Al prossimo post e buona giornata!

sabato 31 agosto 2013

[Tag] Malattie Letterarie

Buon pomeriggio, miei cari lettori!
Oggi è l'ultimo giorno di agosto, ma dal tempo che c'è qui nella mia città sembra di essere già in autunno; non che l'autunno non mi piaccia, ma se c'è una cosa che proprio non sopporto in questo periodo è il progressivo accorciarsi delle giornate. Non so, mi mette tristezza, oltre che farmi piombare in una sorta di torpore che non mi abbandona quasi per tutto il giorno. Comunque, mi sono ritagliata questo piccolissimo spazio di tempo per partecipare a un tag che io trovo molto carino, ovvero quello sulle Malattie Letterarie. Ovviamente non sono io l'ideatrice di questo tag, personalmente l'ho letto nel blog di Lexie e sono più che felice di parteciparvi! In cosa consiste questo tag? Leggete e lo scoprirete!

1. Diabete - Un libro troppo dolce
 Twilight Saga di Stephenie Meyer
Non me ne vogliano coloro che adorano questa saga, ma per me è davvero da diabete. Sarà che in generale non amo libri particolarmente incentrati sull'amore, ma ho notato proprio un aumento della concentrazione di zuccheri man mano che l'autrice sfornava il libro seguente. Ho adorato Twilight, poi man mano il mio interesse per la serie è scemato: ammetto di averli comprati tutti solo per non lasciare la saga incompleta sulla libreria.

2. Varicella - Un libro che non leggeresti mai più
L'Isola della Paura di Dennis Lehane
Come ho scritto anche nella recensione, non mi ha affatto entusiasmata questo libro e non credo che lo riprenderò in mano; ringrazio solo di averlo preso come ebook, almeno non occupa spazio nella mia (purtroppo) striminzita libreria.

3. Influenza - Un libro che si diffonde come un virus
Il Codice Da Vinci di Dan Brown
Forse è successo solo fra i miei conoscenti, ma dal momento in cui uno ha comprato questo libro, nel giro di pochissimi giorni lo avevano tutti...proprio come l'influenza! Personalmente mi è piaciuto e mi ha fatta avvicinare ai romanzi di Dan Brown: da allora non ne ho perso uno. Certo non è un libro recentissimo, ma nella richiesta non si davano limiti di tempo!

4. Malattia ricorrente - Un libro che rileggi spesso o ogni anno
Hunger Games' Saga di Suzanne Collins
Sono stata molto indecisa su quale libro scegliere, ma alla fine ho optato per la trilogia della Collins: mi ha letteralmente stregata, ho divorato i suoi libri quando li ho avuti fra le mani e puntualmente torno a leggerli nei periodi in cui nessun'altra lettura mi ispira.

5. Insonnia - Un libro che ti ha tenuta sveglia
 Espiazione di Ian McEwan
Mi ero approcciata in maniera poco fiduciosa a questo libro perché mi era stato dato da leggere dalla mia professoressa di italiano del liceo, già mandante di altre letture da brivido. Invece è stata una lettura piacevolissima, uno di quei libri che ti entra dentro già dalla prima pagina e ti obbliga a leggere, leggere, leggere, senza lasciarti il tempo di riposare.

6. Amnesia - Un libro che hai letto, ma di cui hai dimenticato
tutto...o quasi tutto
Il quinto giorno di Frank Schätzing
Ricordo di aver letto questo libro l'estate scorsa mentre ero al mare, ricordo che mi era anche piaciuto, eppure non riesco a ricordarne la maggior parte degli eventi! E questo è stranissimo perché solitamente ricordo tutto dei libri che leggo!

7. Asma - Un libro che ti ha tolto il fiato
 The Walking Dead - Rise of the Governor di R. Kirkman e J. Bonansinga
Ho avuto la possibilità di leggerlo in lingua originale, e forse è questo che l'ha reso così speciale. Ho divorato questo libro, pieno di suspance e con la giusta dose di sangue, cosa anche naturale vista la presenza degli zombi! L'ho letto praticamente tutto d'un fiato qualche mese fa...consigliatissimo se siete appassionati della serie!

8. Ridarella - Un libro che ti ha divertita
Lo Hobbit di J. R. R. Tolkien 
Tolkien è un altro dei miei grandi amori, e Lo Hobbit l'ho preso per ciò che è: una favola. Ammetto che mi ha divertita in più punti, Bilbo e la sua goffagine sono irresistibili per me! Non è di certo un libro convenzionale con cui divertirsi, ma personalmente l'ho adorato anche per questo suo lato ironico.

9. Mal di mare - Un libro che ti ha portato in un altro mondo
Harry Potter's Saga di J. K. Rowling
Quando si parla di un altro mondo come potevo non citare la saga di Harry Potter? Sono cresciuta con questi libri, in un certo senso mi hanno fatto appassionare alla lettura; ricordo che quando li leggevo riuscivo a immergermi in essi al punto tale da credere davvero di essere in un altro mondo, popolato da maghi, streghe e creature magiche. Splendida saga, indimenticabile!

E dunque questo è tutto, scegliere il libro adatto per alcune categorie non è stato affatto semplice, lo ammetto; alcune ho anche pensato di lasciarle vuote ma non ci sarebbe stato gusto! E voi? Quali sono le vostre malattie letterarie? Al prossimo post e buon sabato sera a tutti!

giovedì 29 agosto 2013

What's next...? #1

Salve a tutti!
Con oggi inauguro una nuova rubrica chiamata, appunto, "What's next...?". Di cosa si tratta, vi domanderete voi? Semplicemente si tratta di uno spazio in cui anticipo ciò che leggerò prossimamente, in pratica una sorta di flash forward su ciò che in futuro vi troverete a leggere! Inoltre funziona un po' da promemoria anche per me, perché così riesco a mettere in ordine le idee e rendo le mie letture più ordinate, evitando di farmi prendere dalla smania di cominciare un libro nuovo. Non ho ancora deciso se la rubrica avrà una cadenza settimanale (ogni giovedì) o se comparirà solo di tanto in tanto; inoltre non so se tenerla confinata al mondo dei libri o se magari fare delle anticipazioni anche sui film o telefilm che vedrò in futuro. Senza perdermi ulteriormente in chiacchiere, vi lascio alla presentazione dei prossimi libri che ho intenzione di leggere.

La trama
Non avendo esattamente una trama definita, per questa volta citerò il prologo del libro stesso come trama, perché a mio avviso è ciò che meglio sintetizza l'essenza stessa di questa lettura.
"Queste pagine raccontano una storia verosimile che, tuttavia, non potrebbe mai accadere nella realtà. Raccontano infatti di due personaggi che si incontrano per tre volte, ma ogni volta è l'unica, e la prima, e l'ultima. Lo possono fare perché abitano un Tempo anomalo che inutilmente si cercherebbe nell'esperienza quotidiana. Lo allestiscono le narrazioni, di tanto in tanto, e questo è uno dei loro privilegi"
La trama
"Acabar", in spagnolo, significa finire. E in sardo "accabadora" è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un'assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. È lei l'ultima madre. Maria e Tzia Bonaria vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge». E adesso avrà molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l'aspettano, come imparare l'umiltà di accogliere sia la vita sia la morte.


La trama
Daniel è un ragazzo di sedici anni. Nel suo paese ogni estate si tiene un evento speciale, la Festa delle Fiamme. Nove ragazzi prescelti, che indossano ciascuno un costume diverso, si sfidano nel superare prove e ostacoli di ogni genere. Uno solo è il vincitore, acclamato e osannato da tutti. Daniel è uno dei prescelti. Dopo una lunga preparazione, il giovane vince: è lui l'eroe della Festa delle Fiamme. La vita però sa riservare sorprese e imprevisti. E così, proprio la notte della vittoria, Daniel muore. Forse ucciso, forse no. Catapultato in un mondo nuovo, l'Oltretomba, e guidato da tre Maestri, Daniel cercherà di ricostruire il mistero della sua morte. Nel frattempo, una bambina dal nome armonioso, Cybele, lo accompagnerà alla scoperta di uno dei viaggi più entusiasmanti che si possono fare. Da vivi o da morti. Il viaggio alla scoperta dell'amicizia.

Bene, come vedete si tratta di tre letture tutte tricolori e ammetto che per me sarà una vera e propria sfida, non essendo ancora riuscita a trovare scrittori italiani che abbiano fatto appassionare alla letteratura nostrana. So che è una mia pecca ma nutro la speranza di trovare il libro che me ne farà innamorare, prima o poi. Per adesso non posso ancora esprimere giudizi su queste letture, ma una parte di me non vede l'ora di iniziarle perché sono nella mia libreria da un po' di mesi!!!
Nulla, spero che questo sneak peek sulle mie future letture vi sia piaciuto e al prossimo post!