giovedì 31 ottobre 2013

Happy Halloween!


Boo a tutti!
Spaventati eh? Allora, lettori, come procede questa mostruosa notte di Halloween? Come avete deciso di trascorrerla? Personalmente non ho fatto nulla di particolare, oggi: sono andata in facoltà, sono tornata, sono uscita nel pomeriggio per sbrigare delle commissioni e poi dritta di filato a casa. Sto iniziando a riprendermi dalla pseudo-influenza che mi sono presa solo oggi, quindi non era decisamente il caso di arrischiarmi a uscire... Lo so, sembro una vecchietta, ma credetemi: vorrei evitarmi altri giorni come quelli che ho appena passato!
Comunque, ho passato tutto il giorno cercando di pensare a un post carino da mettere per festeggiare questo giorno particolare, ma non sono riuscita a trovare nulla di originale: volevo fare un post tag, ma non mi sono venute in mente domande carine, ne ne ho trovato qualcuno su qualche blog americano. Volevo pubblicare un mio personale racconto in tema Halloween-oso, ma ho ancora qualche remora a far leggere ad altri ciò che scrivo: sono timida, e ho sempre paura di aver scritto qualche cavolata mostruosa. Ci vorrà un po' di tempo prima che mi sciolga, probabilmente! Allora avevo pensato a un post sui libri o film adatti a una serata di questo genere, ma mi sono resa conto non sono di non aver mai visto film horror (sono una fifona, in questo periodo l'ho detto a chiunque) ma di aver letto anche pochi libri che possano ritenersi adatti alla notte di Halloween. Di sicuro, la raccolta dei racconti di H.P. Lovecraft è fra le più adatte: il terrore sottile, psicologico, che i suoi racconti riescono a insinuare è qualcosa di unico. Racconti aventi protagonisti così terrificanti da non poter essere neanche descritti a parole, perché la mente umana non riuscirebbe a concepirli: mitico!
Alla fine, dato che non mi venivano idee geniali in mente, ho deciso di addobbare il blog a tema Halloween, un po' come io e la mia famiglia abbiamo fatto con la nostra casa! Dopotutto, ho sempre visto questo luogo come un'estensione naturale della mia cameretta, seppur virtuale, quindi mi sembrava giusto rendere la grafica adatta al periodo. Spero quindi che la nuova veste grafica del blog sia di vostro gradimento! Ci ho messo un pochino per farla e tuttora credo che apporterò altre piccole modifiche qua e là, nel corso dei prossimi giorni. Eh sì, perché ho deciso che il blog manterrà questa veste grafica almeno fino al 3 novembre. Perché? Perché personalmente adoro Halloween, è una festa che mi piace e sono felice che pian piano stia prendendo piede anche qui in Italia. Oggi, per esempio, il mio quartiere era pieno di bambini mascherati che facevano dolcetto o scherzetto in giro, e per quanto confusionari devo ammettere che erano proprio carini, soprattutto i più piccolini. Lo so, nel nostro Paese Halloween rischia di diventare (o è già diventato, a seconda del parere personale) una tipica festa commerciale, di quelle fatte solo per vendere qualche dolce in più o costumi avanzati dal carnevale precedente, però la trovo comunque molto carina: ciascuno poi la vive con lo spirito che meglio crede!
Come sempre, il post da breve che doveva essere si è allungato: mi scuso con voi ma quando scrivo tendo a dilungarmi fin troppo! Fatemi sapere cosa ne pensate della nuova grafica, buon Halloween e mi raccomando: non fate indigestione di dolciumi!

mercoledì 30 ottobre 2013

[Telefilm] The Walking Dead (season 1)


Buon pomeriggio e benvenuti in un altro dei miei deliranti post di chiacchiere!
Mi sono resa conto solo ora che non recensisco qualcosa da oltre un mese: imperdonabile! Fortuna che mi ero ripromessa di essere più puntuale nella pubblicazione dei post! Non cercherò di trovare scuse a tale mancanza, ma prometto che il prossimo mese cerco di dedicare quotidianamente qualche minutino in più al blog; perché alla fine si tratta di questo, non porta via ore e ore e se mi organizzo bene sono sicura di riuscire a far combaciare tutto alla perfezione. Comunque... Come anticipato nel post di ieri, questa settimana vorrei dedicare ogni mio post a un libro, un film o una serie tv che ben si adatta al periodo Halloween-oso in cui ci troviamo. E cosa fa più Halloween di una bella mandria di zombie? Nulla, a mio avviso! Di fatti, oggi vi parlo di "The Walking Dead" serie tv del 2010 basata sull'omonimo fumetto scritto da Robert Kirkman, che fa anche da produttore esecutivo dello show. Ne vogliamo parlare? Parliamone!

La trama: Rick Grimes è il vice-sceriffo della contea di King, vicino Atlanta, che nel corso di una sparatoria viene gravemente ferito e finisce in coma; al suo risveglio, si ritrova all'interno di un ospedale abbandonato e, seppur debilitato dal coma, inizia a muoversi per i suoi corridoi deserti, cercando di capire cosa possa essere successo. Uscito all'esterno della struttura, rinviene numerosi cadaveri ammonticchiati, oltre a scoprire che la città sembra essere stata abbandonata. Così iniziano le avventure di Rick, che si ritrova catapultato in un mondo dove i morti hanno preso il sopravvento sui vivi. Alla disperata ricerca della sua famiglia, l'uomo si imbarca in un pericoloso viaggio in direzione di Atlanta, la città in cui sembra che il governo abbia creato dei rifugi per ospitare i sopravvissuti all'apocalisse zombie.

Commenti vari&eventuali: parlare di questa serie tv è per me molto, molto difficile. Questo perché la adoro così tanto che temo di perdere l'oggettività e di lasciarmi trascinare dall'onda dei sentimenti. Prometto che mi impegnerò per descrivere questo show nella maniera più obiettiva possibile, anche se preannuncio che potrebbe non essere semplice.
La trama di questa prima stagione è semplice e lineare e segue le vicende del nostro protagonista che, risvegliatosi dopo circa un mese di coma, scopre che il mondo è precipitato nel caos e che le strade sono invase da zombie; spaesato e confuso, quasi quanto lo spettatore probabilmente, muove i suoi primi, incerti passi per le vie della sua città. Non comprende cosa sta succedendo alla sua città, alla popolazione che è abituato a proteggere, e probabilmente neanche la visione della Bycicle Girl, il primo zombie che incontra, riesce a schiarirgli la mente. Un unico pensiero gli affolla la testa: tornare a casa. E di fatti vi torna, trovandola vuota, eppure comprende che la moglie e il figlio non sono morti, bensì sono riusciti a fuggire da quell'inferno. E da qui inizia l'avventura del solitario Rick Grimes, che solitario lo rimarrà ben poco dato che si unirà in maniera rocambolesca a un piccolo gruppo di sopravvissuti. Ecco, questo è un sunto molto breve di ciò che avviene, sempre evitando spoilers di qualsiasi natura, e quindi sorge normale una domanda: cosa, in una trama così semplice e scontata, attrae lo spettatore? Cosa rende questo show simile a una droga?
Personalmente, ciò che mi ha colpita maggiormente di questa serie tv sono i personaggi e gli indizi. Andiamo con ordine...
Trovo che i personaggi di questa serie tv siano incredibilmente normali, quasi banali nella loro semplicità: il vice-sceriffo, il ragazzo della pizza, le due sorelle inseparabili. Ci sono i bambini, l'anziano, i delinquenti. C'è persino la donna che subisce le violenze del marito. Si tratta, in sintesi, di persone normali che sono state catapultate in un mondo fatto di violenza, di lotta continua alla sopravvivenza: non parliamo di supersoldati addestrati a uccidere, di medici con dietro la farmacia personale, no. Abbiamo persone comuni, come potremmo essere noi stessi, inserite nel contesto di un'apocalisse zombie. Non ci sono i buoni. Non ci sono i cattivi. Ci sono persone comuni che combattono quotidianamente per la loro sopravvivenza. Tutta questa normalità porta quindi lo spettatore a porsi, nel corso degli episodi, domande come «Cosa avrei fatto io in una situazione simile?». L'immedesimazione nei personaggi è inevitabile, proprio perché è lo show stesso a spingere lo spettatore a porsi determinati quesiti: avrei resistito? Sarei riuscito a fuggire? Oppure anche io mi sarei fatto prendere dalla disperazione come i due contadini a cui Rick sottrae il cavallo nel primo episodio? Cosa avrei portato con me?
Legati a questo senso di immedesimazione che, almeno in me, la serie porta, vi sono gli indizi. Sì perché nessuno sa come è iniziata questa apocalisse zombie, né lo spettatore, né tantomeno i personaggi: entrambe le parti brancolano nel buio. Eppure seminati in giro per la serie vi sono alcuni indizi: l'elicottero che Rick vede ad Atlanta, per esempio. Piccoli tasselli, dettagli magari insignificanti, che tuttavia vengono recepiti dallo spettatore che è naturalmente portato a riflettere su essi: ma quindi gli zombie sono il frutto di un esperimento? Qualcuno li ha mandati per qualcosa? Oppure è una semplice degenerazione di un qualche virus? Lo portano gli animali? Tutte queste domande rimangono, ovviamente, prive di risposte. Tuttavia ciò aumenta la suspance: lo spettatore vuole vedere l'episodio successivo, deve vedere come proseguono le vicende del gruppo di sopravvissuti, vuole capire se le sue supposizioni sono giuste o se ci sono altri dettagli in giro. Perché diciamocelo: i fan di The Walking Dead hanno tutti una loro versione di come sia iniziata l'epidemia, ne sono convinta!
Ci sono poi altri due elementi che ho particolarmente apprezzato della serie. Il primo è sicuramente la caducità dei personaggi. I personaggi, come detto prima, sono dei tipi normali e, come tali, sono vulnerabili: nessuno di loro, quindi, è al sicuro. Ogni personaggio che muove i propri passi all'interno di questo show può perdere la vita in qualsiasi momento, in qualsiasi modo. Ho davvero adorato questo elemento di imprevedibilità, che rendeva le scene di combattimento con gli zombie molto meno scontate! Il secondo elemento che ho apprezzato è la quasi completa assenza di scene in cui si salta sul posto, letteralmente. Non fraintendetemi: le scene di pathos ci sono, tese e molto coinvolgenti, tuttavia nella maggior parte dei casi non ci sono zombie che spuntano all'improvviso da dietro un angolo, cosa che rende la serie adatta anche a una fifona come la sottoscritta. Questo show è infatti l'unico telefilm o film vagamente horror che io riesca a seguire senza avere problemi a dormire la notte o senza rimanerne shockata. Grazie produttori!
Una cosa mi ha lasciata perplessa nella serie, soprattutto rivedendola una seconda volta (quindi con le conoscenze acquisite nelle stagioni seguenti): per quale motivo uno zombie cerca di sfondare la vetrata del centro commerciale in cui si trovano i protagonisti usando un sasso? Questo è completamente incoerente con ciò che si vede nelle stagioni successive! Già la bambina zombie che si china a raccogliere l'orsacchiotto è strana, come anche la moglie di Morgan che cerca di aprire la porta girando la maniglia (non graffiandola, non cercando di abbatterla guidata dalla fame), ma addirittura lo zombie con il sasso no! Quando l'ho rivisto sono scoppiata a ridere, giuro!
Il finale è splendido, chiaramente aperto, e lascia diversi spunti di riflessione allo spettatore.

Note: la prima stagione della serie si compone di 6 episodi della durata di 42 minuti ciascuno circa (a parte il primo, che dura di più). Sono già state trasmesse altre due stagioni, e la quarta sta andando in onda proprio in questi giorni! Inoltre, nel 2015 verrà creato uno spin-off della serie, che seguirà un altro gruppo di sopravvissuti. Sul web sono state rilasciate ben tre webpisodes, rilasciati fra una stagione e l'altra; le tre webseries si intitolano "Storia di uno Zombie", "The Walking Dead: Cold Storage" e "The Oath" e, pur trattando storie completamente differenti da quella principale, sono ad essa legate per piccoli dettagli. Un modo come un altro per addentrarsi ancor di più nell'universo di questa serie. Curiosità: il primo episodio di questa serie tv è stato trasmesso il 31 ottobre del 2010, durante il Fearfest, quindi domani lo show compirà i suoi primi 3 anni.

martedì 29 ottobre 2013

Chi ben comincia #6

Buongiorno, cari lettori!
Finalmente riesco a riprendere in mano questa splendida rubrica: ammetto che mi è mancata, mi è dispiaciuto un bel po' far saltare l'appuntamento settimanale per tutto questo tempo! Oggi dovevo andare all'università, invece alla fine sono rimasta a casa. No, non preoccupatevi, non mi sono già pentita di aver tanto desiderato di tornare sui libri: il corso mi piace, è interessante, ma da brava pigra preferirei potermi alzare un po' più tardi delle 6 del mattino, ecco. Oggi però non mi ha tenuta a casa la pirgizia, quanto invece una nausea continua che mi porto da ieri: spero davvero di non essermi presa l'influenza intestinale che gira in questo periodo! Comunque, mi sto perdendo in chiacchiere eh? Beh, passiamo alla rubrica vera e propria!

Questa settimana sarà dedicata a letture, pellicole o serie tv che rimandano ad Halloween, visto che ormai manca poco al fatidico giorno! Prima di iniziare, come al solito, ecco le poche, semplici regole da seguire in questa rubrica, prese direttamente dal blog di Alessia (de Il profumo dei libri), creatrice di questa splendida rubrica.

Le poche regole della rubrica:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti
The Walking Dead - L'Ascesa del Governatore di Robert Kirkman e Jay Bonansinga

UNO

Rannicchiato nell’oscurità che sa di chiuso, col terrore a comprimergli il petto e il dolore a pulsare nelle ginocchia, Brian Blake pensa a una cosa: se solo possedesse un secondo paio di mani, potrebbe tapparsi le orecchie e tenere lontano il rumore di teste umane fatte a pezzi. Purtroppo, le sole mani che Brian possiede sono impegnate a coprire le piccole orecchie della bambina che gli sta accanto nell’armadio.
La bimba di sette anni continua a tremargli tra le braccia, sobbalzando per via dell’intermittente THWACK-GAHHHH-THUMP che proviene da fuori. Poi cala il silenzio, spezzato soltanto dal rumore appiccicoso di passi di stivali sulle piastrelle insanguinate e da un’ondata di imprecazioni sussurrate nel vestibolo.
Brian comincia a tossire di nuovo. Non può evitarlo. Per giorni ha combattuto contro quel dannato raffreddore, contro il dolore ostinato alle articolazioni e contro il naso perennemente chiuso. Gli capita ogni autunno, quando le giornate in Georgia si fanno umide e buie. L’umidità gli entra nelle ossa, gli risucchia tutte le energie e gli toglie il fiato. E adesso, a ogni colpo di tosse, sente anche il martellare della febbre.
***
ONE

It occurs to Brian Blake as he huddles in the musty darkness, the terror constricting his chest, the pain throbbing in his knees: if only he possessed a second pair of hands, he could cover his own ears, and maybe block out the noise of human heads being demolished. Sadly, the only hands Brian currently owns are busy right now, covering the tiny ears of a little girl in the closet nect to him.
The seven-year-old keeps shuddering in his arms, jerking at the intermittent THWACK-GAHHHH-THUMP outside the closet. Then comes the silence, broken only by the sticky sound of boot steps on bloody tile, and a flurry of angry whispers out in the vestibule.
Brian starts coughing again. He can't help it. For days he has been fighting this goddamn cold, a stubborn blight on his joint and sinuses that he cannot shake. It happens to him every fall, when the Georgia days start getting dank and gloomy. The dampness gets into his bones, saps his energy, and steals his breath. And now he feels the punding stab of a fever with each cough.
***
Ebbene sì, ho deciso di mettere le stesse righe sia nella versione inglese (che è quella che ho letto io) che in quella italiana, per maggior comprensione; parto con il dire che la versione italiana non l'ho letta, e vedendo l'incipit non me ne pento neanche. Non mi piace la traduzione, fin troppo fedele al testo inglese, tanto da risultare meccanica e per nulla adatta a una lingua come l'italiano, da sempre descrittivo e meno "freddo" dell'inglese. Eppure questa volta è il testo inglese a rendere la scena più realistica: la descrizione del rumore appiccicoso degli stivali che camminano sul sangue, ad esempio, la trovo ben più vivida nella versione inglese che in quella italiana. 
Nonostante questa piccola critica verso la traduzione, motivo che fra l'altro mi spinge a suggerire a chi riesce di leggere il libro in lingua originale, trovo questo incipit in pieno stile Walking Dead: immediato, realistico, ti introduce nel bel mezzo dell'azione senza spiegare come i personaggi sono arrivati in quella situazione e, soprattutto, di che situazione si tratta. Per chi, come me, è un appassionato della serie tv, è una lettura utile e piacevole, che svela alcuni retroscena che altrimenti rimarrebbero sospesi nel vuoto. Inoltre, è presente un piccolo rimando al fumetto, per chi lo sta seguendo: ai più attenti non sfuggirà, ne sono certa!
Cosa ne pensate? So che la lettura probabilmente è riservata agli appassionati della serie, ma ci tenevo comunque a presentarvi quest'opera. Sono curiosa di sapere cosa ne pensate e se fra voi c'è qualche appassionato di The Walking Dead!
Come sempre attendo curiosa i vostri commenti...al prossimo post!

sabato 26 ottobre 2013

[Tag] Rainbow Spines Book Tag

Buonasera, tazzottini e tazzottine!
Dopo lo sfogo di ieri, torno oggi con un post molto più leggero. Si tratta del post sul tag denominato Rainbow Spines Book Tag, che tradotto in italiano sarebbe una cosa tipo il tag delle copertine arcobaleno dei libri. In pratica consiste nel selezionare un libro per ciascun colore dell'arcobaleno, per un totale di sette libri che con i loro dorsi ricreeranno, appunto, lo spettro cromatico dell'arcobaleno. Ovviamente non l'ho ideato io ma l'ho trovato spulciando in giro su internet, per la precisione nel blog di Vicky, fra l'altro interessantissimo (se non avete problemi con l'inglese, fateci un salto perché merita davvero!). Per rendere ancor più complesso questo tag, userò solamente libri che ho già letto! Quindi, senza ulteriori indugi, partiamo con il tag!

Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini
Un libro a dir poco mozzafiato, struggente e incredibilmente toccante. Non appartiene al genere che solitamente leggo e ammetto che quando uscì ero molto titubante sul suo acquisto; a sciogliere ogni dubbio ci pensò la mia professoressa di italiano, assegnandoci la lettura di questo libro per le vacanze estive di parecchi, parecchi anni fa. Nulla da dire, un vero capolavoro!
Viaggio al centro della Terra di Jules Verne
Al di là della trama in sé, ho adorato la minuzia con cui Verne ha descritto ogni particolare di questo universo esistente solamente nella propria testa! Una precisione che porta quasi a chiedersi se si tratti davvero "solo" di un romanzo o se descriva un mondo realmente esistente.
Gli eroi del crepuscolo di Chiara Strazzulla
Avrei preferito mettere qualche altro titolo ma mi sono resa conto che scarseggio di libri con copertine gialle e quindi... Un fantasy che mi ha fatta disamorare del genere. Banale e scontato, a mio avviso, è uno dei pochi libri che non sono mai riuscita a portare a termine, ne tantomeno mi ispira per una futura lettura.
Il principe della nebbia di Carlos Ruiz Zafòn
Partendo dal presupposto che adoro qualsiasi opera scritta da questo autore spagnolo, non potevo che amare alla follia anche questo libro; lo stile, piacevolmente scorrevole, e la trama complessa e articolata sono fra i dettagli maggiormente apprezzabili di questo romanzo.
Tre volte all'alba di Alessandro Baricco
Su questo libro non mi soffermo più di tanto, avendone già parlato diffusamente qui. Per sintetizzare: no, non mi è piaciuto, ma forse sono io che in un libro cerco qualcosa di diverso.
Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepùlveda
Che dire? Uno dei primissimi libri che ho letto, da bambina, ma di cui ho apprezzato meglio ogni sfumatura con una seconda lettura fatta da un po' più grandina. Tenera, delicata, malinconica, una storia semplice che tuttavia è ancora in grado di emozionare il lettore, qualsiasi età egli abbia.
Sherlock Holmes - Tutti i romanzi di Arthur Conan Doyle
Una sola parola può descrivere Sherlock Holmes e ogni sua opera: capolavoro. I racconti sono intriganti, ciascuno diverso dagli altri, e i metodi d'indagine di Sherlock Holmes appaiono quasi futuristici. I personaggi sono ben delineati e al lettore vengono forniti tutti i dettagli, quasi l'autore volesse spingere il lettore a cimentarsi nell'investigazione al fianco di Holmes.

Wow, non credevo sarei riuscita a trovare davvero un libro per ogni colore dell'arcobaleno ma sembra che ce l'ho fatta! Mi sono resa conto che ho molte copertine tendenti a colori scuri (prettamente nere) o bianche, o anche grige, ma quelle colorate sono quasi rare! Vi lascio con il mio personale arcobaleno libroso e vi do appuntamento al prossimo post. Buon weekend!

venerdì 25 ottobre 2013

[Pensieri&Riflessioni] Viaggiare guardando indietro

Avete mai provato a viaggiare guardando indietro?
Stamattina mi trovavo sul tram che da casa mi porta all'università; per arrivare a un orario decente e poter prendere un posto in aula sono costretta a svegliarmi alle 6 e ad uscire prima delle 7 del mattino, immergendomi nell'aria pungente e umida di un giorno che stenta ancora ad iniziare. Per una serie di fortunate coincidenze sono riuscita a trovare persino un posto seduta, proprio in coda al tram; per chi non è solito prendere questo tipo di mezzo, converrà che io faccia una piccola introduzione. In coda alla carrozza del tram, o almeno di uno dei modelli semi-recenti, si trova un oblò rettangolare che concede al passeggero di curiosare all'interno della cabina dell'autista, che a sua volta è dotata di un'ampia vetrata vagamente trapezoidale. Ecco, stamattina ho avuto modo di sedermi proprio vicino a questo oblò. Solitamente in tram leggo ma oggi avevo anche dimenticato di mettere nello zaino un libro e quindi, siccome odio fissare le persone che mi siedono davanti, mi sono persa ad osservare il panorama offerto da una città che, nonostante il buio, è già sveglia da ore. Ma non sono le insegne dei bar, unici esercizi aperti a quell'ora, che come stelle rendono meno buia l'aria, ad avermi colpita. Ne mi ha colpita la quantità di persone che si trascinava, più o meno di corsa, in giro per le vie. A colpirmi è stata la strada stessa.
E allora ripeto la domanda: avete mai provato a viaggiare guardando indietro?
Isolandomi dal resto della carrozza che andava via via riempendosi ad ogni fermata a cui ci fermavamo, mi sono persa ad osservare una strada che, ai miei occhi, appariva completamente nuova. Nuove curve. Nuovi incroci. Nuovi panorami. Mi sembrava di non aver mai percorso nulla di simile, seppur razionalmente sapevo che quella non era che la strada che ormai compio da anni. Anni! Anni in cui evidentemente non mi ero mai soffermata a guardare veramente, lasciando che le immagini di un monotono viaggio mi scorressero davanti agli occhi senza davvero imprimersi nella mia mente. Stamattina, per la prima volta, so di aver osservato la strada. Ed è stato uno dei viaggi più belli che un mezzo pubblico mi abbia mai concesso di compiere. Vista dalla coda di un tram, la mia città mi è sembrata completamente diversa: forse lo era davvero, o forse erano i miei occhi a vederla diversamente. La meraviglia di scoprire nuovi posti, o semplicemente piccole curve a cui non avevo mai fatto caso, curve che rendono il cammino del mezzo meno lineare ma più interessante.
E mentre ero lì che osservavo quei binari metallici compiere lievi svolte che non avevo mai notato, mi sono ritrovata a pensare che forse, metaforicamente, il tram ero io, e che quindi quei binari non erano altro che la mia vita. Credetemi, non sono una persona che solitamente si perde in questo tipo di riflessioni, soprattutto di prima mattina, eppure quella scoperta è arrivata in maniera talmente spontanea che mi ha lasciato sgomenta. Piacevolmente sgomenta. Perché è vero: la nostra vita non è lineare ma costellata di piccole o grandi "curve", eventi che in un modo o nell'altro ci portano a deviare dal normale percorso e rendono la nostra vita veramente nostra. Ricordi, più o meno piacevoli, segnano indelebilmente il nostro cammino, contribuendo a farla deragliare, a trasformarla in qualcosa di poco prevedibile e, allo stesso tempo, di meraviglioso. Perché, diciamocelo, se la vita scorresse tutta uguale, se percorresse sempre dei binari dritti, sarebbe di una noia mortale.
Poi il viaggio è arrivato al termine e io sono scesa dal tram, con la testa ancora piacevolmente scossa da quella piccola illuminazione che mi ha colta strada facendo; sempre per la stessa serie di coincidenze, sono arrivata ben prima del normale e dunque la zona nei pressi dell'università era anch'essa immersa in una sonnolente placidità, un evento davvero raro. Mentre aspettavo che il semaforo pedonale diventasse verde, ho spostato lo sguardo verso i binari che il tram da cui ero appena scesa stava percorrendo, quelli davanti a sé: binari che dopo qualche metro svanivano dalla mia vista, divenendo nuovamente imprevedibili. Sarà che ormai ero completamente presa da quelle riflessioni, ma mi è sembrato spontaneo vedere in ciò, ancora una volta, una metafora sulla vita: imprevedibile, ci rendiamo conto di ciò che ci sta succedendo solo quando siamo immersi in essa, o a volte solamente dopo, guardandoci indietro.
Ciascuno di noi ha un presente, un passato e un futuro. 
Il passato è ciò che di più certo abbiamo: i ricordi piacevoli ci aiutano ad andare avanti nei momenti bui, i traumi del passato condizionano le nostre azioni presenti, in egual misura i ricordi belli e quelli meno belli  formano la persona che siamo oggi. Vivere ignorando il passato è impossibile, perché è proprio grazie a esso se oggi siamo qui, con tutto il nostro bagaglio di esperienze. 
Il futuro ci spaventa: è incerto, imprevedibile, troppo vasto per poter essere compreso dalla nostra mente. So che insito nella natura umana c'è il desiderio di controllare il proprio futuro, di indirizzarlo verso la direzione che sembra più vantaggiosa, ma se personalmente mi soffermo a riflettere su cosa realmente mi attende, vengo sopraffatta da un unico sentimento: il panico. Panico, sì. Di quello che ti atterrisce, che ti scuote da dentro e ti mozza il respiro. Quello che ti porta alla tachicardia. Ecco, quel panico. 
E poi c'è il presente. Il presente che va vissuto attimo per attimo, giorno per giorno, senza dare nulla per scontato: affetti, amori...vita. Il presente ci offre tutta una gamma di possibilità, infinite forse, o forse semplicemente così ampie che il nostro cervello non riesce a raccoglierle tutte: nessuna di esse va sprecata. Perché? Semplicemente perché il presente ci mette poco a diventare passato: un battito di ciglia, un respiro, e tutto diventa passato. 
E quindi godiamoci il nostro presente: abbracciamo chi ci è caro, dimostriamo il nostro affetto alle persone che ci sono vicine, litighiamo (perché è naturale farlo) e poi facciamo la pace, in poche parole...viviamo! Solo così riusciremo ad andare avanti senza rimpianti, o quantomeno con meno di quelli che avremmo se passassimo la nostra vita a preoccuparci eccessivamente del nostro futuro, o se fossimo troppo impegnati a scappare dal nostro passato.
Tutto questo, con un unico viaggio sul tram.
Avete mai provato a viaggiare guardando indietro? Provateci. 
Tutto ciò che vedrete alle vostre spalle sarà ciò che vi avrà formato in quanto persone, ciò che vi avrà reso gli esseri unici che siete.
E dopo esservi guardati indietro, dopo aver fatto tesoro di ciò che vi ha reso tali, continuate a viaggiare guardando avanti, costruite il vostro presente e il vostro futuro. Sempre.

Dedicata a L.

***
 
Buon pomeriggio, cari lettori.
So che questo forse è un post un po' inusuale ma riflettevo da un bel po' sul fatto di dare una svolta ancor più personale a questo mio angolo virtuale e oggi mi sono fatta coraggio e sono riuscita a mettere su carta, seppur solo metaforicamente, una riflessione che mi ha colpita questa mattina. Il post è stato scritto di getto, senza cancellazioni o modifiche: ho lasciato che la coscienza guidasse le mie dita. Questo per dire che se trovate dei tempi verbali non troppo precisi, perdonatemi. Non credo di dover dire null'altro a riguardo, se non che questa riflessione arriva in un giorno non felice, seppur sia nata casualmente prima che la brutta notizia arrivasse alle mie orecchie. Empatia? Preveggenza? Non ne ho idea. So che forse per alcuni questo post sarà banale, forse riempito di luoghi comuni: non importa. Ha senso per me, mi sentivo di farlo, e se anche riuscirà a raggiungere un'unica persona io ne sarò felice. Più che felice.
Adesso fuggo, mi preparo per la palestra e vado a faticare un pochino per snebbiarmi la mente. Al prossimo post! Che, promesso, sarà meno pesante di questo!

P.s: non avevo idea di come intitolare il post e quindi per adesso l'ho chiamato così, ma credo che nessuno si formalizzerà a riguardo, o almeno lo spero!

domenica 20 ottobre 2013

Shopping Books #1

Buon pomeriggio, cari lettori!
Non potete immaginare quanto io sia felice di tornare a scrivere (lo so, ormai inizio ogni post con questa frase ma, credetemi, ogni volta è davvero sentita) e, soprattutto, di mostrarvi per la prima volta i miei ultimi acquisti librosi. Premessa: non sono una gran spendacciona, anzi. In generale, tendo a non comprare una cosa per puro sfizio, ma solo se ne sento la necessità, e i libri non fanno eccezione; quando entro in una libreria, ne uscirei sempre carica di pacchetti, tuttavia riesco sempre a trattenermi per due semplici motivi: il primo è che ho già altri libri da leggere, e non voglio allungare la mia TBR, il secondo è che non ho materialmente altro spazio in camera in cui mettere libri. Ho già occupato le mie due mensole e anche le nicchie nella parete sono ormai incapaci di ospitare nuovi volumi; ho anche parzialmente colonizzato la libreria in camera delle mie sorelle, quindi ho materialmente esaurito lo spazio a mia disposizione. In attesa di trovare qualche nuova soluzione, quindi, cerco di contenermi il più possibile. Questo, almeno, finché il mondo non decide di indurmi in tentazione, posizionando un banchetto con libri a bassissimo prezzo proprio davanti l'uscita della mia università: addio buoni propositi. Tutto questo per informarvi che proprio ieri ho cessato il mio periodo di astinenza dai libri e ne ho presi un paio, approfittando del prezzo davvero basso. In più vi mostro un altro paio di acquisti meno recenti, ma di cui non vi avevo parlato.


Perdonate la qualità della foto ma fra il tempo nuvoloso e le ore di luce che si accorciano sempre più è venuta più buia del previsto; per le prossime foto cercherò delle location migliori, oltre che delle condizioni atmosferiche più concilianti! Dopo questa premessa dovuta, passiamo ai libri che ho preso.
Eccovi i miei tre acquisti cartacei. "La verità sul caso Harry Quebert" era uno dei libri che avevo inserito nella mia wishlist; dopo averla letta, mia mamma si è appassionata alla trama e quindi mi ha finanziato l'acquisto, settimane e settimane fa. So che l'ha letto, anzi l'ha letteralmente divorato: dovrei chiederle di fare una recensione! Gli altri due libri li ho invece presi alla bancarella di cui vi parlavo prima: si tratta de "I racconti del mistero" di Edgar Allan Poe e de "L'ordine dei 15" di Daniëlle Hermans. Sul primo nulla da dire, so già che mi piacerà un mondo e credo che lo leggerò in questo periodo: lo vedo adatto per le mie letture Halloween-ose. Per quanto riguarda il secondo, ammetto di non averlo mai sentito prima ma la trama mi ha attratta particolarmente e quindi ho deciso di provarlo.
Inoltre ho preso un nuovo ebook, ovvero "Alice in Zombieland" di Gena Showalter: ne ho sentito parlare talmente tanto in questi giorni che davvero non ho saputo resistere!

Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
Autore: Joël Dicker
Editore: Bompiani
Pagine: 779
Prezzo: 19,50 €
Trama: estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

Titolo: I racconti del mistero
Autore: Edgar Allan Poe
Editore: Crescere Edizioni
Pagine: 221
Prezzo: 7,90 €
Trama: Edgar Allan Poe definì la sua produzione "racconti del grottesco e dell'arabesco", e questo era il titolo della sua prima e significativa raccolta. I racconti del mistero appartengono infatti a questi due generi: da una parte il "grottesco", con situazioni inquietanti, rovesciamenti paurosi, scherzi che divengono trappole mortali ed equivoci con esiti tragici; dall'altra l'"arabesco", che è sinonimo di "fantastico" e "bizzarro", con racconti visionari e onirici, in cui l'autore dà sfogo alla sua creatività, spingendola oltre l'immaginabile. L'ingrediente principale della letteratura di Edgar Allan Poe, quello che accomuna il grottesco e l'arabesco, è la presenza imperante della paura, protagonista di tutte le vicende e declinata in tutte le sue possibili accezioni: dal presagio all'ossessione, dal tormento al panico, dall'angoscia al terrore. Questi racconti costituiscono il primo modello di letteratura del mistero e dell'orrore, inconsapevolmente precursori delle scoperte delle scienze che studiano la psiche umana. La sfuggente complessità della realtà che ci circonda, i misteri da risolvere per raggiungere l'essenza delle cose e lo sgomento che accompagna queste indagini sono il punto di partenza di Edgar Allan Poe. Ma oltre il mondo del conoscibile, che è possibile esplorare grazie alle facoltà raziocinanti, esiste un universo infinito e insondabile che si trova innanzitutto dentro all'uomo, nei recessi della sua mente.

Titolo: L'ordine dei 15
Autore: Daniëlle Hermans
Editore: Piemme
Pagine: 358
Prezzo: 18,50 €
Trama: alla notizia del ritrovamento del cadavere, il detective Van Helden aveva cercato di immaginarselo. Gli era persino venuto da ridere: un corpo privo di vita con la testa infilata nell'argine della diga. Doveva esserci un errore. E invece no, la scena era proprio così: lugubre e grottesca al tempo stesso. Solo la testa è sepolta; il resto del corpo, seminudo, fuoriesce, coperto con un sacco di iuta. Mutilato dell'indice destro. Gioco pericoloso? Macabro rituale? Di certo uno shock per il vicino paese di Petten, nell'Olanda del nord. Nella stessa zona, pochi mesi prima, era stato rinvenuto un teschio risalente al Seicento: un cranio relativamente ben conservato, come se, anche in quel caso, dell'uomo fosse stata sotterrata soltanto la testa. Non c'è traccia di altre ossa intorno; poco lontano, solo un anello con un sigillo, che portava ancora i contorni di uno stemma di famiglia. Rob Van Helden è uno dei migliori agenti investigativi sulla piazza, ma anche uno dei più difficili con cui lavorare: ingombrante come la sua stazza, non particolarmente amato dai colleghi. Con lui collabora Nicole Hessels, detta Nick, aspirante detective nonostante l'opposizione della famiglia, grande zelo e spirito d'osservazione superiore alla media. A loro il compito di fare luce sul recente omicidio e sull'eventuale connessione con l'antico teschio. La tesi sembrerebbe assurda, eppure tutti gli indizi portano proprio a un delitto avvenuto nel XVII secolo e a un misterioso patto, stretto all'epoca tra alcuni ricchi mercanti per assicurarsi il controllo della maggiore risorsa del paese: l'acqua. A distanza di quattrocento anni, la storia sembra ripetersi e l'Ordine dei 15 - la società segreta sorta da quell'oscuro accordo - è ancora disposta a tutto pur di non perdere denaro, prestigio e potere.

Titolo: Alice in Zombieland
Autore: Gena Showalter
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine: 349
Prezzo: 6,99 €
Trama: non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano. Per sempre. Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. E invece è proprio quello che è accaduto. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell, e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Quella notte ho scoperto che lui aveva ragione: i mostri esistono veramente. Gli zombie mi hanno portato via tutto. E adesso non mi resta che la vendetta… Per realizzare i suoi propositi, Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e fidarsi del peggiore dei cattivi ragazzi della scuola, Cole Holland. Ma lui nasconde dei segreti. E quei segreti potrebbero rivelarsi persino più pericolosi degli zombie.

Ed ecco qui i miei quattro librozzi, sono davvero soddisfatta di ciò che ho preso e non vedo l'ora di leggerli tutti. Fra le pagine di "Alice in Zombieland" mi sto già perdendo in questi giorni, giusto per entrare nello spirito di Halloween, mentre gli altri tre credo andranno a nutrire la mia TBR anche se sto pensando a un modo per iniziare a smaltirla. Comunque, i prezzi che leggete sono quelli ufficiali mentre io ho avuto modo, come detto precedentemente, di prenderli a costi di molto inferiori (ringraziamo ancora l'omino del banchetto).
Con questo vi saluto, augurandovi di trascorrere una splendida domenica! Al prossimo post!

P.s: da domani inizio l'università (non potete capire l'emozione) che mi porterà via non poco tempo. Ma tranquilli: continuerò a scrivere regolarmente sul blog e cercherò di mantenere tutti gli impegni presi, anche sfruttando quella magica funzione pianificazione di Blogger!

domenica 13 ottobre 2013

[Project] Books, Chocolate and... Friends ♥

Buon pomeriggio, cari lettori!
Non avete idea di quanto mi mancasse iniziare a scrivere qualcosa in questo modo, davvero! Scusate se questa settimana sono stata completamente inattiva: non ho giustificazioni particolari, semplicemente non ho avuto l'ispirazione necessaria per scrivere recensioni o altro. Mi spiace, cercherò di riprendere un ritmo regolare. Lo so che lo dico ad ogni nuovo post, ma questa volta è sul serio! Piuttosto, voi come state? Come state trascorrendo questa domenica? Io sto per salire a casa di mia nonna per uno dei consueti pranzetti domenicali, di quelli che ti riempiono per almeno tre o quattro giorni...aah che bello!
Comunque, oggi sono qui per parlarvi di un progetto ideato dal blog di Muriomu a cui ho aderito ben volentieri; il progetto si chiama Books, Chocolate and... Friends ed è, in pratica, un gruppo di lettura con scambio di recensioni fra blog. Un progetto che, come detto da Muriomu, mira a creare una rete di scambio di opinioni fra persone accomunate da una stessa passione: i libri. Concetto, questo, che è alla base anche del mio blog, nato con l'intento di diventare un punto d'incontro virtuale dove discutere di libri, film e telefilm. Da domani, quindi, si inaugura ufficialmente il progetto con l'inizio del primo libro scelto tramite sondaggio: Hunger games. Come credo di aver già detto, ho avuto modo di apprezzare già in passato la saga della Collins, che ho trovato divina, tuttavia questo non mi impedisce di rileggere questa splendida trilogia, anche in vista dell'uscita del secondo film nelle sale. Non vedo l'ora di tornare a immergermi nel mondo di Panem!
Qui sotto trovate il bannerino del progetto, che provvederò a inserire nel layout del blog appena questo tornerà a collaborare (per qualche strano motivo, non mi consente di modificare i moduli già inseriti o di inserirne di nuovi)


Quindi nulla, il post di oggi era solo per farvi sapere che no, non mi sono dissolta nel nulla, e che ho nuovi progetti in mente, oltre a questo gruppo di lettura. Quindi...stay tuned ♥

giovedì 3 ottobre 2013

Chi ben comincia #5

Buonasera, cari lettori!
Strano come ultimamente la sera, poco prima di andare a dormire, io sia più ispirata a scrivere. Credo dipenda dal fatto che nel corso di questi giorni sto facendo diecimila preparativi per il Romics ormai alle porte (oggi è iniziato ma fortunatamente io vado solo domenica): ogni anno mi riprometto di non ridurmi all'ultimo, e ogni anno faccio sempre la stessa fine, vuoi per gli esami, vuoi per altri impegni. Comunque, questa settimana ormai è saltato ogni schema ma dalla prossima prometto che riprenderà tutto come al solito!
Per concludere al meglio la giornata, ho pensato di deliziarvi con un articolo per la rubrica Chi ben comincia che, come sapete, ho ormai adottato da qualche settimana; scegliere il libro con cui intrattenervi, oggi, non è stato difficile. Mi è bastato sollevare gli occhi verso la mensola che ho sopra al computer e il suo titolo è subito balzato ai miei occhi! Prima di lasciarvi alla lettura, vi ricordo le poche, semplici regole che bisogna seguire in questa rubrica.

Le poche regole della rubrica:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti
 
 
Jane Eyre di Charlotte Brontë

Capitolo primo

Impossibile far la passeggiata quel giorno. La mattina, invece, avevamo errato un'ora per le macchie spoglie, ma dopo pranzo (la signora Reed, quando non aveva compagnia, pranzava presto) il freddo vento invernale aveva ammassato delle nuvole così cupe, e cadeva una pioggia così insistente, che di andar fuori non si parlò neppure. 
Me ne rallegrai. Non ho mai amato le passeggiate lunghe, specialmente nei pomerigi rigidi. Era per me terribile ritornare a casa nel crepuscolo grigio, con le dita delle mani e dei piedi gelate, il cuore rattristato dai rimproveri di Bessie, la bambinaia, e sentirmi umiliata dalla consapevolezza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, John e Georgiana Reed. Eliza, John e Georgiana erano ora raccolti in salotto intorno alla loro mamma, distesa su un divano accanto al fuoco. Contornata dai suoi cari figlioli, che per il momento non si bisticciavano né piangevano, aveva un'aria perfettamente felice. Quanto a me, ero dispensata dall'unirmi al gryppo. Le rincresceva, aveva dichiarato, di dovermi tenere a distanza, ma finché non avesse sentito da Bessie, o non avesse potuto osservare lei stessa che facevo dei seri sforzi per acquistare un carattere più socievole e infantile, delle maniere più amabili e briose, un atteggiamento più aperto e franco, realmente doveva escludermi dai privilegi riservati soltanto ai suoi soddisfatti e felici figlioli. 
***
Ed ecco a voi le prime venti righe di questo capolavoro. Che dire? Personalmente lo divorai in un'estate di un paio di anni fa e ne rimasi letteralmente affascinata, sia per il modo di scrivere dell'autrice, così vivido e scorrevole, sia perché già da queste prime venti righe capii che io e Jane avevamo parecchie cose in comune. Adoro il personaggio di Jane Eyre, e adoro questo libro! E voi cosa ne pensato? Avete già avuto modo di leggere questo romanzo? Avete intenzione di leggerlo in futuro? Sono curiosa di sapere i vostri commenti a riguardo!  
Con queste domande concludo questo post, breve ma intenso, e vi auguro una buonanotte! A presto!

martedì 1 ottobre 2013

Monthly Recap #September

Buonasera, cari lettori!
Mi spiace per aver saltato ben due appuntamenti ma fra il pc che fa le bizze e altri pensieri non sono proprio riuscita a scrivere la recensione di ieri, ne tantomeno ho avuto modo di trovare nella mia libreria un volume da cui trarre l'incipit della settimana. Spero abbiate pazienza, recupererò tutto quanto: promesso! Comunque, com'è stata la vostra giornata? Ditemi un po', come avete iniziato questo nuovo mese? Personalmente, non nel migliore dei modi (per via di diversi fattori) però in linea di massima non posso lamentarmi. Oggi è il primo giorno di ottobre, settembre è ormai alle spalle e ispirata dal blog di Mel e Mys (cliccate qui) ho deciso di inaugurare l'ennesima nuova rubrica di questo spazio: sto parlando di Monthly Recap, ovvero la rubrica in cui sintetizzo tutto ciò che è successo in questo mese. Senza perdermi ulteriormente in chiacchiere, vi lascio alla lettura: chissà che non troviate qualche post che vi è sfuggito nel corso del mese!

Le Rubriche

Chi ben comincia
#1 - Espiazione di Ian McEwan
#2 - Inferno di Dan Brown
#3 - La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker
#4 - Accabadora di Michela Murgia

What's next...?
#1 - Elysium
#2 - Chicago Fire 

Coming soon

Random Post

Ho inoltre pubblicato la mia prima wishlist, in cui spero possiate trovare qualche titolo interessante!

Le Recensioni

I Libri
#1 - Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien
#2 - Tre volte all'alba di Alessandro Baricco
#3 - Racconti di pioggia e di luna di Ueda Akinari

I Film
#1 - Oblivion 
#3 - Rush 

I Telefilm
#1 - Terra Nova 
#2 - Vegas 
#3 - Falling Skies (prima stagione)

Cosa ho letto/visto in questo mese?

In questo mese purtroppo non ho letto molto: ho terminato solamente "Tre volte all'alba" e ho iniziato a leggere "Inferno", di cui sono arrivata circa a metà. Non sono mai stata velocissima nella lettura, inoltre il fatto di non riuscire a leggere due libri contemporaneamente mi blocca non poco; questo mese, poi, fra i test d'ingresso e i giorni passati in segreteria, non sono davvero riuscita a fare molto...ma mi rifarò a ottobre, spero!
Anche al cinema mi sono limitata a vedere "Rush", di cui vi ho già presentato la recensione; non che ci fossero pochi film interessanti, ma sono riuscita a liberarmi dagli impegni solo un sabato e quindi...
Per quanto riguarda le serie tv, invece, ho terminato di vedere "Vegas", il cui posto è stato subito preso da "Chicago Fire"; rimangono in visione "Under the dome" e "Revolution". Del secondo non vi ho mai parlato in questo blog ma merita, ed essendo appena ricominciato vi consiglio di dargli un'occhiata! Inoltre sto seguendo i nuovi episodi di "NCIS", essendo io una grande fan della serie.

I buoni propositi per il prossimo mese

#1 - Essere più puntuale nella pubblicazione dei post
#2 - Creare delle immagini con cui aprire le rubriche
#3 - Leggere di più
#4 - Seguire l'Halloween Bookish Month organizzato da Frannie


E qui si conclude questo primo post di ottobre, che al tempo stesso è anche il primo post della rubrica Monthly Recap; mi piaceva l'idea di non lasciare vuoto anche questo giorno, e trovo che non ci sia nulla di meglio di un post di pure chiacchiere. E voi? Cosa avete letto o visto nel mese di settembre? Qual è il ricordo più bello legato a questo mese? Il mio probabilmente è quello legato al mio ingresso a infermieristica perché segna virtualmente la conclusione di un periodo piuttosto buio che ho attraversato in questi mesi.
Spendo giusto un altro paio di parole solo per invitarvi a iscrivervi anche alla pagina Facebook legata al mio blog, perché spero davvero di farla decollare e di utilizzarla in maniera più attiva, non solo condividendo i miei post ma rendendola un vero e proprio luogo di scambio con sondaggi, chiacchiere random. Insomma, con un click potete rendermi felice ;) 
Detto questo, vi auguro una buonanotte o, se leggerete il post domani, un buongiorno! Al prossimo post!